Le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti

golfo 300x164 Le Cinque Terre e il Golfo dei PoetiStretta  tra montagna  e mare, avara di spazi e di terre, la parte del Levante ligure, conosciuta come Cinque Terre e Golfo dei Poeti, è uno degli angoli d’Italia più affascinanti e segreti. Una terra abitata fin dall’antichità da un popolo fiero, che ha saputo rendere fertile e produttiva la roccia, coltivando scenografici vigneti aggrappati agli strapiombi in anfratti per i più impossibili, là dove la morfologia avrebbe scoraggiato qualsiasi attività. Eppure qui si fa vino dal tempo dei romani, nonostante la salsedine e il libeccio, l’arsura e le piogge impetuose, costruendo una serie infinita di poggi che ne hanno addomesticato le pendenze..

 

Natura e lavoro dell’uomo consentirono ali popoli  non solo sostentamento, ma anche lo sviluppo di una cultura gastronomica tra le più interessanti  del paese. Il castagno assicurava i frutti da essiccare per ricavarne farina ed i boschi  favorivano  il mantenimento dell’humus adatto per i funghi, che crescono sui monti prossimi alla costa. Anche il mare racconta l’evoluzione dei liguri di Levante. Le tradizionali barche di legno venivano spinte, a forza di remi, nelle zone di pesca per riempire le reti di pesce azzurro: pesce “povero”, ma dal sapore unico! Le alici messe in barili e conservate con il sale erano vendute dalle donne, che le trasportavano in ceste, fino ai paesi dell’entroterra. La cucina, con le sue torte alle erbe, le alici ripiene, le zuppe di legumi e pesce, ci parla di tutto questo: di fatica, di semplicità, di ingegno e fantasia di un popolo che ha saputo creare piatti dal poco che la terra era in grado di offrire o che era riuscito a coltivare.

 

Il modo migliore, il più scenografico, per raggiungere quelle poche miglia di costa conosciute in tutto il mondo come Cinque Terre, è la barca. Ogni mattina, da La Spezia o da Portovenere, partono i traghetti che portano fino a Monterosso, il più orientale dei cinque paesi che danno il nome alle Cinque Terre: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, e Monterosso. A guardarli dal mare, questi borghi miracolosamente aggrappati alla roccia, sembrano sfidare la legge di gravità. E invece stanno lì da secoli, con le loro case dai colori sgargianti che guardano superbe il mare. Una sensazione che si fa ancora più forte quando lo sguardo sale su per la costa e si ferma sui vigneti che scendono di corsa verso il mare, formando alti e stretti gradoni. Una volta approdati, ci si accorge che la cosa migliore è dimenticare la fretta e cominciare a camminare. I 30 km di terra ripida che costituisce le Cinque Terre sono segnati da una fitta trama di  sentieri, mulattiere, scalinate e tratturi, da percorrere oggi come secoli fa: passo dopo passo.

 

golfodeipoeti2 300x211 Le Cinque Terre e il Golfo dei PoetiRiomaggiore appare all’improvviso, come una ferita nella roccia, con due file di case alte addossate contro la montagna, che si aprono sulla piccola spiaggia di ciottoli neri. Fondato nel XII secolo, il paese conserva ancora oggi il castello medievale, due oratori con affreschi di scuola genovese e la bella chiesa di San Giovanni Battista, eretta nel 1340. Ma i monumenti più interessanti del borgo sono le case, che qui hanno una storia tutta particolare. Sulle rocce intorno al paese, nei vigneti terrazzati e sostenuti da muretti a secco che drenano l’acqua piovana e trattengono la terra, si produce il vino nobile delle Cinque Terre: il bianco secco e il passito Sciacchetrà, entrambi Doc.

 

Poco distante Manarola, costruita su un grosso scoglio a 70 metri sopra il livello del mare, il più suggestivo e romantico dei borghi delle Cinque Terre. Qui lae case sfidano da secoli la gravità.Lungo la via principale troneggiano gli insoliti monumenti di Manarola, le barche: tirate a secco ogni volta che il mare è grosso, gozzi, lance e leudi se ne stanno parcheggiati in fila ordinata, creando un curioso e variopinto arredo urbano. È da qui che parte la Via dell’amore, un romantico sentiero che per circa 1 chilometro percorre il tratto di costa a 30 metri di altezza sul mare.

Nato come sentiero per raggiungere un protetto deposito di esplosivi, ndopo innumerevoli vicende è oggi una meta paesaggistica imperdibile per chi si trova nelle vicinanze.

 

Corniglia, bella e sfacciata terrazza di roccia viva sospesa sulle onde, a circa 100 metri d’altezza. Tutto intorno il paese è circondato dalle viti e dagli ulivi, che si alternano a tratti di terreno incolto, dove crescono e si mescolano pini, palme e agavi. Molto più simile ai paesi dell’entroterra, con le sue case basse e larghe, case di campagna, Corniglia vanta però una delle più estese spiagge della zona, lo Spiaggione, una lunga striscia sassosa che corre sotto la vecchia ferrovia. La chiesa di San Pietro, in stile gotico genovese, è uno dei pochi monumenti di questa frazione, che pure vanta una storia antica.

 

Sul tratto di costa da Portovenere a Monterosso, Vernazza è l’unico porto. Del suo passato antico e bellicoso, Vernazza conserva parte delle imponenti fortificazioni del castello, sulle cui mura spicca la torre di avvistamento. Da qui il paese dà il meglio di sé, con le sue case dai colori tenui, che si allargano ad anfiteatro intorno al porticciolo, gli stretti carruggi, le ripide arpaie (le scalinate) e la parrocchiale di Santa Maria, considerata la più bella delle Cinque Terre.

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